Retrospective: collaborazione e impegno per costruire il futuro dei team

di Stefania Del Galdo - Scrum Master & Agile Coach
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La Retrospective è un evento fondamentale del framework Scrum. È un momento di riflessione che consente al team di imparare dalle proprie esperienze, identificare soluzioni e migliorarsi. È uno strumento prezioso affinché il team rifletta sul passato per migliorare il futuro.

Chiunque abbia lavorato in Scrum, avrà sicuramente familiarità con la parola “Retrospective”. Lo stesso Manifesto Agile, basato sulla filosofia Inspect and Adapt, introduce l’idea di un momento di analisi tra i membri del team. La Retrospective è, quindi, un momento di riflessione volto al miglioramento continuo, sia in termini di processo che di esecuzione dello stesso, che affonda le sue radici nei feedback che tutti i membri coinvolti in un progetto sono invitati a esprimere.

Nel panorama dei progetti Agile esistono diversi tipi di Retrospective, tra cui la Sprint Retrospective, la Project Retrospective e la Process Retrospective. Il significato alla base di questi incontri è pressoché il medesimo, ovvero, migliorare e portare soluzioni come team, sebbene - come ci suggerisce il nome - venga applicato in contesti differenti.

In ambito Scrum, si svolge tra i membri del team al termine di ogni iterazione, focalizzandosi sullo Sprint concluso relativamente agli individui, alle interazioni, ai processi, agli strumenti ed alla DoD (Definition of Done), al fine di migliorare la propria organizzazione. In sostanza, si cerca di portare alla luce tre aspetti fondamentali rispetto all’iterazione appena conclusa: cosa è andato bene, cosa non ha funzionato e cosa ci impegniamo a migliorare nel futuro.

Gli aspetti e le tematiche su cui si articola la discussione in merito a queste domande possono essere molteplici, come ad esempio la produttività, i processi, i risultati, come il team è strutturato in termini di collaborazione, gli strumenti e l’ambiente di lavoro. Questo incontro è quindi un elemento chiave del principio del miglioramento continuo che guida il team verso il Self-Learning.

Come sfruttare al meglio questa leva di miglioramento?

Come far sì che ognuno esprima il proprio punto di vista e che la Retrospective resti viva e proficua nonostante le sue numerose ripetizioni? L’obiettivo di identificare azioni e aree di miglioramento per il team si manifesta attraverso la condivisione dei feedback e la successiva discussione. Consentendo a tutti i membri di essere ascoltati, di proporre soluzioni e di identificare eventuali problemi, si innesca un processo di fiducia e collaborazione che porta a delineare le strategie applicabili per raggiungere i risultati desiderati.

L'obiettivo della Retrospective non è in alcun modo quello di esprimere giudizi, né cercare colpevoli, anzi, è focalizzarsi su azioni e obiettivi che vengono identificate attraverso il confronto ed il prezioso contributo di tutti. Nonostante l’importanza di questi incontri, non tutti si sentono a proprio agio nel parlare di fronte agli altri, nel proporre idee, specialmente nelle prime esperienze Agile. Per questo motivo si rende indispensabile la figura un Coach: un facilitatore che aiuti tutti i membri a trovare risposte alle problematiche emerse. È importante che le riflessioni non riguardino soltanto ciò che non ha funzionato: è indispensabile fermarsi ad analizzare anche ciò che è andato bene, ciò che ci ha reso più produttivi, o semplicemente più felici. Costruire idee che ci aiutino a migliorare è un primo passo, ma fondamentale è attuare il processo mettendo in pratica le azioni individuate. Solo partecipando attivamente alle azioni di miglioramento, mettendoci impegno e motivazione, il team si abitua ad auto-organizzarsi e diventare "padrone del proprio destino”.

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